.. non bastano le parole per esprimere le emozioni che uno prova.
E allora ci si affida ad altre cose ... ad esempio a delle immagini ....

Si, pare proprio che le scuole americane vogliano vietare ai propri studenti di avere un blog personale.
Nicole, 16 anni, di Sacramento, descrive la sua scuola come un posto orribile, caotico, "peggio di Laguna Beach", l'affollata località balneare tra Los Angeles e San Diego. Matt, tredicenne dell'Alabama, non risparmia parole poco gentili all'insegnante di scienze, che lo ha punito con un votaccio. E ridicolizza "quei dementi di Damon e Brad", più incapaci di lui. Pensieri istintivi e banali, che fino a qualche anno fa finivano nei diari personali o sui muri dei bagni. Ma ora questi giudizi lapidari, queste "informazioni involontarie", sono accessibili a tutti con un clic. Qualcosa che nessuno aveva previsto.
Ed è successo che alcune scuole abbiano espulso studenti per delle frasi apparse sul proprio blog.
Una delle contromisure è stata quella di vietare ai teenegers di iscriversi ai servizi per blog con il proprio indirizzo email fornito dalla scuola .. ma ovviamente non basta. Un altro passo è stato quello di parlare del fenomeno ai genitori, in modo che essi potessero monitorare i propri figli.
Si arriverà a qualcosa si simile anche in Italia?
Intanto, proprio in questi ultimi tempi, è partito un progetto di Kataweb, Vietato ai maggiori, che invita i ragazzi italiani a costruirsi sulla piattaforma offerta da Kataweb stessa il proprio blog personale.
Ne avevo già parlato in un altro post ... e l'articolo che appare su sito di Repubblica ne è la riprova: ormai scuola ed internet si stanno intrecciando, facendo nascere una nuova generazione nell'essere studenti e professori.
Questa volta tocca al mondo universitario.
Precursori delle tendenza di usare Internet come punto d'incontro tra studenti e professori è la Facoltà di Scienze Politiche di Bologna che ha pensato ad un percorso di apprendimento interattivo per tutti gli studenti attraverso la condivisione di materiale didattico, appunti dei singoli docenti, informazione sulle date degli appelli e naturalmente i risultati delle prove d'esame.
Un'altra università che si è mossa in questo senso è quella di Pisa, dove è nato un blog per facilitare la comunicazione tra docenti e studenti.
Insomma: è finito il tempo in cui internet serviva soltanto agli studenti per creare siti dove scambiare appunti e quanto altro (ad esempio a Torino è nato un DocHelp, un portale dove gli studenti possono interagire fra di loro scambiandosi appunti, commenti e quanto altro sul corso di Medicina), ma si avvicina a grandi passi il momento in cui internet sarà "l'aula" dove si incontreranno prof e studenti.
E' in corso una rivoluzione che forse nessuno più stimare quando e come potrà finire, perchè il mondo del web è in continua espansione da diversi anni e nessuno è in grado di definire una fine certa di questo processo.
Ebbene sì.
Finalmente ho deciso di cambiare il look al mio blog!
La scelta del template non è stata facile, perchè nella gamma offerta da Splinder c'erano altri template che mi ispiravano. Ma alla fine ho optato per questo.
La cosa positiva nella nuova gamma di template messi a disposizione da Splinder, sta sicuramente nel fatto che è stata data, mi sembra, una maggiore attenzione alle specifiche sull'accessibilità per il rispetto degli standard, con l'uso del linguaggio XHTML+CSS che è ritenuto indispensabile per "confezionare" pagine che si adattino a degli standar che permettono alle pagine di poter essere viste su browser (Explorer,Opera,Firefox,Mozilla) diversi, su sistemi operativi diversi (Windows,Mac,Linux) e anche da persone con handicap (i ciechi, ad esempio).
Sicuramente, appena avrò un po' di tempo, cercherò di modificarlo un po', per renderlo più "personale"!
Per legge, il 27 gennaio di ogni anno si ricorda in Italia la Shoa, ovvero lo sterminio delle popolazioni ebraiche durante la Seconda Guerra Mondiale.
Ed è in questo periodo che nelle scuole si moltiplicano le iniziative per la Memoria, di quel periodo storico.
Sabato mattina, nelle ore di italiano, abbiamo visto un film-documentario, Gli Ultimi Giorni, prodotto da Spielberg. E' il racconto diretto di cinque ebrei ungheresi reduci dai campi di concentramento o dalla resistenza partigiana in Ungheria.
La cosa più agghiacciante del film-documentario, è la presenza del dottor Münch, dottore nazista ad Auschwitz. Frasi come "Per coloro che volevano fare esperimenti sul corpo umano, questo era il posto di lavoro ideale. Ad Auschwitz si fecero molti esperimenti…" lasciano stupefatti, così come il fatto che un simile individuo possa ancora girare normalmente per le strade (al processo di Norimberga venne assolto perchè con test innocui salvò diverse vite umane - lo dice lui nel documentario).
Una delle protagoniste che ha accettato, pur con difficoltà, di parlare, scopre che la sorella è morta a causa di test su di lei. Chiede spiegazioni al dottore che è molto imbarazzato e risponde "È tutto a posto"", ricordando all'ex prigioniera la normalità con cui morivano le persone ad Auschwitz.
Molto forte come documento. Mi faceva impressione mentre guardavamo il filmato, di come una mente umana potesse scatenare tutta questa follia e questo odio... e come certe persone possano arrivare a negare l'esistenza della Shoa. Assurdo!
E' importante ricordare. Ma è importante che questo non sia il pensiero di un solo giorno all'anno ... ma il ricordo, di questa e di altre tragedie simili, possa essere continuo. Altrimenti la Memoria rimarrà una parola da dire una volta all'anno per poi rimetterla nel cassetto, aspettando l'anno successivo per ritirarla fuori.
Pultroppo in questi ultimi giorni ci sono stati dei problemi con la linea ADSL e di conseguenza non sono riuscita a collegarmi per aggiornare il blog.
Tempo fa parlavo del mio passatempo "forzato" durante le vacanze natalizie: il sudoku, per poi poter affrontare un'esercitazione di laboratorio di sistemi che prevedeva appunto la realizzazione di un programma per giocare al sudoku. Ebbene: in questi giorni è in atto la realizzazione del programma. Dalle spiegazioni dei prof, in realtà, il compito sembra meno arduo di quanto avessi ipotizzato. Ma si potrà cantare vittoria solo quando il lavoro sarà terminato!